Link to this page
Copy & paste the following to your website or blog
Share this
Share via Email or Instant Message
Copy and paste the following link to share it via instant message or email
INFINITO
sempre caro mi fu quest'ermo colle
e questa siepe, che da tanta parte
dall'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando interminati
spazi al di là di quella, sovrumani
silenzi e tranquillissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stornir tra queste piante, io quello
infinito silenzio, a questa voce
vo comparando; e mi sovvien l'eterno
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Cosi in questa
immensità, s'annega il pensier mio
e il naufragar m'è dolce in questo mare.